LA VITA DEI CESENATI

LA VITA DEI CESENATI

Il XIX volume de Le Vite dei Cesenati alterna, come di consueto, argomenti legatiIlal passato più lontano di Cesena a vicende del Novecento.
Il percorso prende avvio con la figura di Giuseppe Biffi, madrigalista e liutista, la cui biografia è stata affrontata con dovizia di particolari per ricostruirne le opere e la fortuna.
Seguono due personaggi le cui vicende personali sono legate, invece, alla Prima e alla Seconda guerra mondiale: Pietro Ghini, medaglia d’argento al valor militare, morto nel 1916 a soli 19 anni, e Marsilio Casalboni, che, ancora garzone, sarà spedito sul fronte russo nel secondo conflitto, da cui, per fortuna, farà ritorno.
Tra le biografie di questi due soldati, compare un intermezzo meno tragico, con le vicende della coppia di ciclisti Canzio e Pippo Brasey che ci conducono nel mondo sportivo delle gare su due ruote del primo Novecento.
L’approfondimento sulla storia di Cesenatico quest’anno è affidato alla penna di Manuela Ricci, che ci illustrerà la vita e le opere del poeta Ferruccio Benzoni, a cui è stata appena intitolata una Passeggiata nel borgo marinaro. L
a prima sezione ‒ quella delle Vite ‒ si chiude con un altro musicista, questa volta del Novecento, attraverso l’appassionato racconto della lunga carriera di Pino Novelli e della sua orchestra che intrattenne e fece danzare diverse generazioni.

La seconda parte del volume – quella delle Storie – quest’anno è dedicata ad approfondimenti di temi diversi tra loro: dal sigillo tardo quattrocentesco di Giovanni Battista Bertuccioli, cesenate di nascita e vescovo di Fano, alla riproposta di alcuni componimenti poetici di vario genere e stile, in onore delle “nobil donne” di Cesena e di Vittoria Righi al momento della sua monacazione nel 1719.
La parte centrale della sezione si focalizza sulla celebrazione del 250° anniversario dell’elezione al soglio pontificio del concittadino Giovanni Angelo Braschi nel 1775, la cui figura è sapientemente ritratta da Marino Mengozzi.
Sempre al papa Braschi si ricollega l’analisi del progetto di Cosimo Morelli per il rifacimento della facciata del Ridotto; mentre al nipote del pontefice, il duca Luigi Braschi Onesti, è dedicato uno scritto sul conferimento dell’Ordine di Carlo III.
Come logica conseguenza degli scritti su Pio VI e sulla sua epoca, ecco che compare un breve approfondimento sulla figura di Joseph Baudot, soldato napoleonico morto a Cesena nel 1806 e sepolto in Sant’Agostino.
A conclusione della seconda parte compaiono due testi di genere diverso: il primo prende in rassegna il regolamento della Piccola Casa della Provvidenza, pio istituto fondato alla fine dell’Ottocento per ospitare e istruire le giovani bisognose; il secondo, invece, è uno studio sulle alluvioni che nella prima metà del Novecento sconvolsero la zona cesenate e forlivese visto attraverso le carte d’archivio.

Chiude il volume, come di consueto, lo spazio dedicato alle recensioni, alle segnalazioni bibliografiche e all’apparato documentale di approfondimento.

LE VITE DEI CESENATI vol. XIX, pp. 340 a cura di Michele Andrea Pistocchi
Editrice Stilgraf Cesena
Dicembre 2025

IN ATTESA DELLA TUA VENUTA di Michele Pengo

IN ATTESA DELLA TUA VENUTO

di Michele Pengo

In questo volume, l’autore ci conduce in un percorso di crescita personale e riflessione interiore. Con uno stile chiaro e coinvolgente, ci esorta ad assumere la responsabilità del nostro cammino, ad accogliere il cambiamento e a trasformare le sfide in opportunità di evoluzione. Attraverso esperienze personali e approfondimenti teorici, il testo invita il lettore a esplorare il proprio potenziale, a valorizzare la consapevolezza e a perseguire una vita più autentica e appagante. Un invito a scoprire la propria luce interiore e a intraprendere un viaggio di trasformazione personale.

Autore: Michele Pengo
Curatore: Emanuele Cangini
328 pp., Brossura
Data di pubblicazione: 1 novembre 2025

LA STRADA DI CASA di Franca Berti

LA STRADA DI CASA

di Franca Berti

Ediz. Illustrata – pp. 176 – Prima pubblicazione: settembre 2025

 

«Con questa raccolta di brevi racconti, Franca rincorre con la memoria il tempo della sua infanzia. Quello delle Case Nuove prima e di Miniera [un piccolo paese dell’entroterra riminese] poi, dove ha vissuto, rappresentava nell’insieme un piccolo mondo a sé stante, quasi fosse un’isola senza alcun mare. L’attività mineraria, pure nel difficile contesto in cui veniva svolta, rappresentava da secoli l’approdo economico per centinaia e centinaia di uomini che, sfidando ogni giorno un destino già severo e ingeneroso, trovavano in quel duro lavoro il minimo necessario per garantire la sopravvivenza alle loro famiglie. Si era venuta a consolidare, con il tempo, una consapevole tradizione che avvicinava le persone al lavoro della miniera, quasi fosse un percorso già dettato e scritto per coloro che nascevano da quelle parti. È quello il mondo in cui si muovono leggeri i ricordi dell’autrice; i famigliari, i parenti, i luoghi, gli amici, gli avvenimenti ed i suoi sogni di giovinetta. Come accade per fortuna a molti giovani, Franca vive intensamente il tempo della sua adolescenza, ed assapora in ogni momento il gusto di una vita giovane e spensierata, fino a quando, un triste giorno, sogni e speranze vengono brutalmente spezzati dalla prematura scomparsa del padre appena trentottenne. Il vuoto lasciato da Ettore, getta sulla giovane famiglia il velo triste di un lacerante dolore che nessuno e nulla avrebbero potuto lenire.

Franca, pur adolescente, essendo la più grande dei figli, vive quella tragedia con ancor maggiore senso di impotenza nei confronti di quel destino avverso. Quanto dolore e quanta rabbia volgere lo sguardo su sorelle e fratelli più piccoli nella famiglia, che ai suoi occhi appaiono ancora più fragili e indifesi. […] Poi un giorno, afferrate carta e penna, comincia a scrivere e con lo scritto prendono corpo quei lontani ricordi ancora ombrati di dolore. […]». 

(Tratto dalla Prefazione di Marco Davide Cangini)

IL LIMITE di Marco Quaglia

IL LIMITE

di Marco Quaglia
pp.200 – Prima pubblicazione: maggio 2025

 

Una storia avvincente che terrà il lettore, fino alla fine, con il fiato sospeso…

«Riccardo Basi è alla soglia dei cinquant’anni, non ha figli, non si è mai sposato; ha scelto di vivere alla giornata, cercando di farlo come voleva, frequentando il jet set e vivendo nei luoghi giusti per poterlo fare…

Abbagliato dalla possibilità di potere lavorare per uno tra i più grandi narcotrafficanti del mondo, si trova coinvolto in una situazione che lentamente lo travolge e lo ingoia in un turbine di eventi, che vanno oltre il suo limite…

La storia d’amore con Martina lo metterà di fronte alla consapevolezza che la realtà è diversa da tutto quello che sta vivendo, da tutto quello che lo ha portato a rischiare molto di più di quel suo limite che pensava di conoscere».

UNA VITA DI CORSA Podista per sempre di Loris Viroli (progetto editoriale a cura di Emanuele Cangini)

UNA VITA DI CORSA

Podista per sempre

di Loris Viroli

(progetto editoriale a cura di Emanuele Cangini)

pp.200 – Prima pubblicazione: dicembre 2023

 

Loris Viroli: il “ragazzino” di 75 anni di cui tutti i Cesenati vanno molto fieri, perché eccelle nel podismo e nell’atletica, riuscendo anche nel 2023 (anno di uscita del suo primo libro), a essere proclamato campione europeo, nella sua categoria.

Loris Viroli: il “campioncino” di Bagnile…

IL MANIFESTO DEL VENDOCENTRISMO di Eliano Cominetti (a cura di Emanuele Cangini)

IL MANIFESTO DEL VENDOCENTRISMO

di Eliano Cominetti

(a cura di Emanuele Cangini)
pp.188 – Prima pubblicazione: giugno 2023

 

Questa seconda opera di Eliano Cominetti, che segue la precedente pubblicazione del maggio 2019 (I signori rappresentanti si ricevono il martedì), rappresenta nella sua specificità il soggiacente filosofico della teoresi VendoCentrica.

Un libro puramente di pensiero, quindi? No affatto.

Come potrete comprendere leggendone le pagine, è un testo anche molto concreto, pragmatico, che si occupa non solo di tessere un’analisi concettuale delle cose ma, al contempo, che si prefigge di fornire strumenti interpretativi utili e funzionali affinché divenga possibile e più agevole riscontrarsi con i tempi. Un’opera che «tratta di vendita ma non è un libro sulla vendita».

L’ARRETRATEZZA DELL’AFRICA NERA di Piero Zattoni

L’ARRETRATEZZA DELL’AFRICA NERA

di Piero Zattoni
pp.1000 – Prima pubblicazione: FOTO C2021

 

Questo libro ha un intento divulgativo e fornisce una lettura diversa dai connotati storici e antropologici, di un’Africa scevra dai connotati romantici fatti di colori e animaletti, tramonti e profumi…

«Una lettura forte, vera, audace, sgarbata, coraggiosa, non per tutti” (tratto dalla Prefazione di Emanuele Cangini, giornalista, scrittore, opinionista, curatore editoriale).

I SIGNORI RAPPRESENTANTI SI RICEVONO IL MARTEDÌ Vendocentrico. Venditore al centro di Eliano Cominetti

I SIGNORI RAPPRESENTANTI SI RICEVONO IL MARTEDÌ

Vendocentrico. Venditore al centro

di Eliano Cominetti

  1. 1000 – Prima pubblicazione: maggio 2019

 

Perché il cliente non compra (più) da me? Perché la concorrenza è diventata (più) forte? Perché non riesco (più) a fissare appuntamenti con clienti nuovi? Perché il cliente mi valuta (solo) sulla base del prezzo? Perché non vendo (più) come prima?

Il modello “Vendocentrico: venditore al centro” pone per la prima volta al centro il venditore in quanto protagonista dell’intero processo di vendita. Tale modello, elaborato grazie a 35 anni di lavoro nel settore delle vendite e sostenuto dalle più recenti scoperte nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia di vendita, offre suggerimenti e prassi per trasformare con successo i no dei clienti in un sì.

Questo libro trova un degno posto all’interno del panorama della letteratura e dell’insegnamento grazie alle parole e alle espressioni che gli donano un carattere distintivo.

IANUA SANCTI IOANNIS. La porta bronzea di Ilario Fioravanti

In occasione del centenario della nascita e il decennale dalla morte dell’artista cesenate Ilario Fiovaranti, è uscito il prestigioso volume IANUA SANCTI IOANNIS. La porta bronzea di Ilario Fioravanti, a cura di Walter Amaducci e Marino Mengozzi, con introduzione di Vittorio Sgarbi.

 

“[…] Ho conosciuto Fioravanti attraverso un uomo, uno scrittore, uno studioso e critico d’arte, un intellettuale di cui mi fidavo, Giovanni Testori, una delle nostre maggiori personalità del secolo scorso. Fu lui ad avvicinarsi a me, in maniera anche inattesa, accompagnando i miei esordi professionali di storico e critico, ormai cinquant’anni fa, con un’attenzione e una generosità fuori dal comune, da chioccia che voleva svezzare un pulcino di buone speranze, cosa di cui ancora gli sono grato. […] Sono andato così a visitare Fioravanti nel suo studio: il fatto che fosse coetaneo di mio padre me lo faceva sentire familiare prima ancora di conoscerlo […] L’ho trovato intento a modellare blocchi di creta per ottenerne delle figure che, seppure di soggetto religioso, mi sembravano presentare fattezze caricaturali. […]

“L’arte non è vedere – ha detto Fioravanti – fare una cosa com’è, ma il gesto di fare vedere un’operazione più profonda. Nell’arte, nella mia arte, ci deve essere un’attrazione. Fare scultura, così come realizzare un’opera d’arte, non è proporre la realtà fotografica, ma è invece reinventarla”.

E Fioravanti reinventa, propone nuove visioni, suscita altre emozioni,  ma senza mai dimenticare il punto da cui tutto parte.

[…] Guardiamoli da vicino questi bronzi di Fioravanti per la porta della Cattedrale cesenate: ci accorgeremo che portano ancora i segni della creta da cui sono derivati, una creta che è stata scavata con le dita, modellata, striata. Se nel tutto tondo lo sforzo creativo ha conseguito definizioni volumetriche autosufficienti, come satelliti che siano stati espulsi da pianeti in seguito a collisioni (così, sostengono gli astrofisici, è capitato fra Luna e Terra), nei rilievi narrativi il rapporto con il fondo da cui le figure emergono si mantiene stringente, come se la mano dell’artista si trovasse a che fare con una materia ancora plasmabile di cui potrebbe annullare con un solo gesto le differenze di spessore, riportando il tutto al grado zero di cui si è prima detto. […] Credo che in questa dialettica continua e serrata fra stabilità e precarietà, determinato e indefinito, risieda molto del senso di rivelazione, e con esso, anche il suo fascino, che la Biblia pauperum di Fioravanti ci trasmette, come un messaggio scritto sulla sabbia la cui forte, schietta evidenza potrebbe anche dissolversi nell’aria da un momento all’altro se solo il vento volesse. […]

Memento homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris: HILARIUS CIVIS CAESENATIS sembra non volercelo fare scordare, nella certezza incrollabile della resurrezione della carne. Quella dell’anima è l’arte, arte come la sua, ad assicurarcela”.

Vittorio Sgarbi

(Tratto da “Agorà”, “Avvenire”, 28 gennaio 2023)